Una Pasqua tra memoria e mercato: la tradizione batte ancora l’inflazione

19/04/2025
Una Pasqua tra memoria e mercato: la tradizione batte ancora l’inflazione
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La Pasqua, fatta di colombe, agnello e uova di cioccolato, sembra non voler abdicare al cambiamento dei tempi. A confermarlo non sono i racconti delle nonne né gli editoriali nostalgici, ma i dati concreti dell’Osservatorio dei Supermercati Il Gigante, che ha analizzato le vendite del primo trimestre 2025.

Il sapore della colomba (anche senza canditi)

L’immancabile colomba, simbolo di pace e di festa, è ancora la protagonista delle tavole italiane. Le vendite sono aumentate del 4% rispetto all’anno scorso. È cambiato forse il gusto – oggi si preferisce spesso la variante senza canditi– ma non il gesto: quel dolce resta al centro della Pasqua familiare. E non è solo una questione di zucchero e farina: è memoria che si rinnova.

Uova tra miti, squadre e fantasie

Il cacao è caro, ma le uova di cioccolato resistono. Nelle corsie si fa a gara a trovare la sorpresa migliore, quella con il personaggio giusto: Pokemon, Harry Potter, Principesse, Burago. E poi ci sono le tifoserie. Anche quest’anno l’uovo dell’Inter batte Milan e Juventus. E, a sorpresa, entra in gioco il Fantacalcio, con un uovo che strizza l’occhio ai più grandi, non solo ai bambini.

Una tavola che racconta chi siamo

Cosa ci dicono invece i banchi del fresco? Che l’agnello (+10%) continua a dire “Pasqua” meglio di qualsiasi campagna pubblicitaria. Che la salsiccia cresce del 20%, e le costine del 15%. Grigliate, pranzi allargati, convivialità: una forma di socialità che nessun algoritmo potrà sostituire.

E per chi non ha tempo o voglia di cucinare, i piatti pronti della gastronomia rappresentano una nuova ritualità. Le prenotazioni sono aumentate sensibilmente, a dimostrazione di quanto la qualità conti più del tempo speso in cucina.

Il brindisi? Sempre lo stesso

L’unico vino che sembra immune al tempo è lui: il Prosecco, che continua a crescere (+5%) e a comparire in ogni brindisi. Non si discute, non si sostituisce, non si cambia. Forse perché è facile, allegro, accessibile. Forse perché è parte di un immaginario condiviso che, anche nel 2025, non ha perso smalto.

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