«Un museo dentro i suoi occhi», la storia di Serena tra progetti di vita e malattia

29/10/2026
«Un museo dentro i suoi occhi», la storia di Serena tra progetti di vita e malattia
15
Visite

l romanzo di Tiziana Mazzaglia segue una giovane donna che deve confrontarsi con la paura di perdere il futuro immaginato e con il bisogno di essere accompagnata nella cura.

Serena ha immaginato il proprio futuro attraverso obiettivi precisi: medicina, pediatria, una famiglia, dei figli e un amore capace di restare. È da queste aspettative che prende avvio Un museo dentro i suoi occhi, romanzo di Tiziana Mazzaglia nel quale la malattia cambia il rapporto della protagonista con il corpo, gli affetti e i progetti personali.

Nella sua vita entrano prima un uomo dagli occhi verdi e poi tre lettere già incontrate sui libri universitari: HPV. Serena conosce il papillomavirus, sa che esistono il vaccino e lo screening, ma si trova ad affrontare la distanza tra sapere che un rischio esiste e sentirsi personalmente coinvolta.

La vicenda non attribuisce alla malattia un significato morale. L’HPV non viene presentato come una colpa né come una condanna automatica. La storia richiama la possibilità di una trasmissione anche in assenza di sintomi e la difficoltà di stabilire quando o da chi sia stato acquisito. Per Serena, il percorso passa anche dalla consapevolezza che la fiducia affettiva in una persona non può sostituire la prevenzione sanitaria.

Il rapporto con l’uomo dagli occhi verdi rimane ambiguo, mai realmente definito. Alla seduzione e alla sensazione di essere scelta si affianca, in un altro momento della sua esperienza, una presenza diversa: quella del medico dagli occhi scuri, che legge i referti, ascolta le domande e comunica senza ricorrere a false rassicurazioni.

Nei suoi confronti Serena sviluppa un sentimento platonico, nel quale è presente il desiderio ma non la richiesta di possesso o reciprocità. Il confine professionale rimane intatto. Quando vorrebbe abbracciarlo e sceglie di non farlo, la protagonista riconosce proprio nel rispetto di quel limite una parte del sentimento che prova.

Il titolo nasce durante il primo incontro con il medico. Ancora confusa dall’anestesia dopo l’intervento, Serena immagina nei suoi occhi un museo composto da stanze, quadri, silenzi e bellezza: un luogo nel quale, per qualche istante, la paura riesce a fermarsi.

Il percorso arriva fino agli ultimi giorni della protagonista, raccontati attraverso la presenza della madre e i dettagli della quotidianità. Bicchieri, cuscini, televisione e piccole irritazioni continuano a esistere mentre la morte si avvicina. La conclusione riporta al centro un bisogno che Serena porta con sé fin dall’infanzia: poter avere paura senza essere lasciata sola.

Un museo dentro i suoi occhi è pubblicato indipendentemente da Tiziana Mazzaglia, con il marchio Le Canoe del Web, tramite ilmiolibro Feltrinelli. L’autrice è scrittrice, poetessa, giornalista pubblicista e docente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *