Si è svolto a Milano il convegno organizzato da PerCorsi per parlare di “Autotutela fiscale”

20/04/2024
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Si è concluso il convegno organizzato da Milano PerCorsi che ha visto grande partecipazione di professionisti e imprese. I relatori, coordinati da Marcelo Guadalupi, hanno messo in rilievo le novità e i profili problematici che la nuova riforma fiscale.

Sul punto, Antonio Sorrento (presidente di Partite Iva Nazionali, PIN) e Stefano Sfrappa (vice presidente del Sindacato Italiano Commercialisti) hanno segnalato le forti criticità derivanti dalla recente riforma.

In particolare, Antonio Sorrento ha evidenziato come la nuova normativa abbia svuotato di fatto i già  pochi poteri del Garante, relegandolo ad una figura priva di alcun potere concreto e ciò porterà,  inevitabilmente, ad un aumento spropositato di ricorsi alle Corti tributarie. Per tale motivo PIN sta avviando in queste settimane una forte interlocuzione con le istituzioni al fine di porre rimedio in qualche modo dal punto di vista normativo.

Si è proseguito, poi, con gli interventi di Donatella Dragone e dell’avv. Matteo Sances, i quali hanno illustrato la normativa sulla nuova autotutela del Fisco, che rappresenta una delle novità più significative introdotte dalla riforma.

Infatti, il legislatore ha previsto la possibilità per il contribuente, nel caso in cui lo stesso riceva un atto illegittimo, di proporre un’istanza all’Amministrazione al fine di far annullare o modificare l’atto viziato. In caso di rifiuto da parte dell’Amministrazione, il contribuente potrà non solo impugnare dinanzi al giudice il rifiuto espresso, ma anche, in alcuni casi, il silenzio-diniego.

La normativa, tuttavia, non è esente da problematicità in quanto – fanno presente i predetti professionisti – sebbene le singole ipotesi di autotutela siano entrate in vigore già dal 18 gennaio 2024, la possibilità di impugnare il silenzio diniego dell’Amministrazione è posticipata al 1° settembre 2024.

Matteo Sances ha, inoltre, messo in rilievo come l’applicazione di una nuova previsione introdotta dalla riforma fiscale porterà a fondamentali conseguenze nei processi tributari: il legislatore, infatti, ha previsto (Art. 7-quinquies dello Statuto del Contribuente) l’inutilizzabilità degli elementi di prova acquisiti in violazione della legge.

Si tratta di una assoluta novità nel processo tributario poiché si assiste ad una situazione analoga ai procedimenti penali (come per l’art. 191 cpp): un atto inutilizzabile, infatti, non può essere utilizzato come prova nel processo.

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Attualità

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