Oltre 400 dipendenti di Regione Lombardia impegnati a imparare le manovre che possono salvare una vita. Piazza Città di Lombardia ha ospitato un grande appuntamento di formazione pratica sulla rianimazione cardiopolmonare (RCP), promosso da Regione Lombardia e Areu, l’Agenzia regionale emergenza urgenza, in occasione della Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare. Un’iniziativa che punta a diffondere la cultura del primo soccorso e a rendere sempre più persone capaci di intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco.
All’iniziativa è intervenuto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che ha sottolineato il valore della formazione non soltanto sul piano sanitario, ma anche come occasione di crescita personale e di cittadinanza attiva.

“Investire sulla prevenzione – ha detto Bertolaso – è il pilastro della nostra strategia e voi ne siete i principali attori. In contesti ad alta tensione, dove ansia, timore e incertezza rischiano di prendere il sopravvento, queste esercitazioni insegnano innanzitutto il self-control e la capacità di gestire le proprie emozioni. È una lezione cruciale che va ben oltre la singola emergenza e che vi accompagnerà nelle sfide di tutti i giorni. Il percorso formativo offre un doppio beneficio: la tempestività d’intervento di fronte a un imprevisto e la consapevolezza che un singolo movimento può fare la differenza tra la vita e la morte. È una grande responsabilità, ma anche un tesoro inestimabile che vi viene consegnato per il futuro. Per questo desidero ringraziare tecnici, soccorritori, istruttori delle associazioni e tutto il personale di Areu che oggi si è messo a disposizione”.
L’assessore ha inoltre evidenziato il ruolo della Lombardia nella diffusione delle competenze salvavita, con particolare attenzione alle nuove generazioni. “Siamo all’avanguardia in Italia per diffusione e qualità di queste iniziative. Si tratta di un’esperienza straordinaria che resta per sempre”.

Il valore dell’iniziativa si inserisce in un percorso consolidato di formazione e sensibilizzazione che coinvolge cittadini, scuole e associazioni di soccorso. Negli ultimi dieci anni, in Lombardia sono state formate oltre 600.000 persone alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’utilizzo del defibrillatore. Ogni anno i cittadini formati sono circa 65.000, mentre sul territorio regionale risultano registrati 26.998 defibrillatori automatici esterni (DAE).
“Questa è una formazione rivolta al cittadino comune – ha spiegato il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo – perché ognuno di noi può trovarsi nella situazione di dover intervenire nei confronti di qualcuno che sta male improvvisamente. I numeri di questi ultimi dieci anni sono impressionanti: abbiamo realizzato oltre 600.000 percorsi formativi. Accanto al lavoro altamente professionale dei soccorritori di Areu e dei medici e infermieri negli ospedali, c’è una parte fondamentale che riguarda ogni singolo cittadino. Può capitare a tutti di essere presenti quando una persona si sente male: avere una formazione semplice, ma precisa, può fare la differenza”.
“Per questo dobbiamo coinvolgere sempre di più i giovani – ha aggiunto Lombardo – e rafforzare il legame con il mondo del volontariato. Regione Lombardia ha da sempre un rapporto strettissimo con le associazioni di soccorso, che rappresentano una delle forze del nostro sistema”.

La diffusione delle competenze salvavita parte anche dai più giovani. Sono circa 5.600 gli studenti delle scuole superiori formati al primo soccorso nel 2025, oltre 4.000 dei quali nel solo 2026. Un impegno che si affianca alle attività rivolte ai bambini, a partire dalla conoscenza del Numero unico di emergenza 112, e ai percorsi dedicati all’apprendimento delle manovre di rianimazione e all’uso del defibrillatore.
Il mass training di oggi ha coinvolto i dipendenti regionali in un percorso articolato in un’ora di formazione teorica online e quattro ore di esercitazioni pratiche. Le attività sono state realizzate grazie al contributo degli istruttori Areu e degli istruttori dei CeFRA, i Centri di formazione riconosciuti di Areu, afferenti alle associazioni di soccorso. Sono 530 i CeFRA che fanno riferimento all’Agenzia regionale.
Negli ultimi dieci anni, la formazione ha raggiunto una quota pari a circa il 6% della popolazione lombarda, collocando la Lombardia ai vertici nazionali per rapporto tra popolazione e cittadini formati alla rianimazione cardiopolmonare. Un risultato che conferma l’importanza di investire nella prevenzione e nella capacità di intervento diffusa: perché, in caso di arresto cardiaco (in Lombardia sono circa 12.900 l’anno), saper agire nei primi minuti può essere decisivo.
