Regione Lombardia rafforza le misure di sicurezza degli operatori sanitari

12/03/2025
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Procedibilità d’ufficio per reati di violenza contro gli operatori sanitari, installazione di pulsanti anti-aggressione nei Pronto Soccorso, sperimentazione di appositi smartwatch, body cam in dotazione agli operatori di Areu e potenziamento della videosorveglianza. Queste alcune tra le misure adottate da Regione Lombardia per contrastare le aggressioni agli operatori sanitari, illustrate questa mattina, in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, dagli assessori regionali Guido Bertolaso (Welfare) e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile) nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia. All’incontro con i giornalisti presenti anche Jessica Calegari, infermiera, dirigente delle Professioni Sociosanitarie all’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, Riccardo Stucchi ed Eleonora Gallinaro, rispettivamente medico e soccorritrice di AREU 118.

Durante l’incontro, inoltre, sono stati diffusi i dati aggiornati sulle aggressioni subite dal personale sanitario nel 2024 ed è stato annunciato che, per sensibilizzare ulteriormente la popolazione sul tema, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli nella serata odierna saranno illuminati di blu.

Le aggressioni a medici, infermieri, operatori sociosanitari e volontari – ha affermato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – sono intollerabili. Regione Lombardia, oggi come in qualsiasi altro giorno, ribadisce totale vicinanza a chi dedica la propria vita a curare il prossimo e salvare vite umane su tutto il territorio. Voglio ringraziare anche il personale di Areu e chi lavora nell’ambito dell’emergenza urgenza degli ospedali, perché dopo i tanti anni trascorsi alla Protezione civile, so bene cosa significhi lavorare in questo settore. Abbiamo predisposto un pacchetto di interventi che implementeremo sia per chi lavora in ospedale, che per chi è impegnato sul territorio, al fine di contrastare con fermezza questo fenomeno. Ritengo poi necessario – ha concluso – applicare lo scudo penale anche agli operatori sanitari, al fine di tutelarli e garantirli ulteriormente”.

 Secondo i dati elaborati dall’Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo (ACSS), si registra un incremento del 17,7% nel numero di aggressioni segnalate rispetto al 2023, con un totale di 5.690 episodi denunciati solo negli enti pubblici. Tale aumento è influenzato anche dalla maggiore sensibilità sul tema e dalla maggiore tendenza a segnalare gli episodi.

Gli infermieri continuano a essere la categoria più colpita dalle aggressioni, con oltre il 60% degli episodi, seguiti dai medici e da altre qualifiche professionali. L’aumento dei casi è in parte attribuibile a una maggiore sensibilizzazione sul tema e a un incremento delle segnalazioni.

La violenza fisica rappresenta il 25,3% delle aggressioni, mentre la forma più comune rimane quella verbale (74,7%). Gli aggressori sono prevalentemente utenti (67,8%) e parenti dei pazienti (25,6%). Le aggressioni si verificano principalmente nei giorni feriali e nella fascia oraria pomeridiana, quando il numero di accessi è più elevato.

A livello di contesto, le aree di degenza risultano essere i luoghi più a rischio (+1,4 punti percentuali rispetto al 2023), seguite dai pronto soccorso, dalle aree comuni e dagli ambulatori. Un dato significativo riguarda anche il servizio di emergenza-urgenza territoriale (AREU), dove le aggressioni fisiche e verbali risultano quasi equivalenti.

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