Sono recentemente iniziati i restauri, che dureranno circa un mese, della storica vedovella che si trova in piazza della Scala proprio davanti a Palazzo Marino, storica sede del Comune di Milano.
Venne realizzata tra il 1914 e il 1919 in base a un disegno del Conservatore del Castello Sforzesco, l’architetto Luca Beltrami, che ebbe l’incarico dal Comune di studiare ornamenti per la piazza. L’inaugurazione avvenne il 2 maggio 1919 in occasione del quarto centenario della morte di Leonardo da Vinci.
A Milano vi sono 641 vedovelle che sono di colore verde e sono alte circa un metro e 55 centimetri con il corpo principale in ghisa e il rubinetto in ottone a forma di testa di drago. La leggenda narra che il loro nome sia ispirato al pianto delle vedove di guerra, dal rubinetto sgorga infatti sempre un rivolo d’acqua che ricorda un flusso incessante di lacrime. Il flusso ha la funzione di mantenere l’acqua sempre in movimento ed evitare la formazione di batteri.
Le vedovelle hanno la bocca di drago e sarebbero ispirate da uno dei doccioni del duomo, scoli d’acqua visibili sulle parti laterali della cattedrale che hanno la forma di mostri, spaventose figure da cui sgorga l’acqua piovana. Ma sarebbe anche ispirata al biscione simbolo dei Visconti presente anche nello stemma della città di Milano. Da ciò deriva l’altro nome delle vedovelle quelle di “drago verde” e a volte infatti si sente dire “ti porto a bere al bar del drago verde”.
Giancarlo Mariani
