Milano, Chiodini dopo le violenze in centro: “basta dare la colpa alle periferie”

23/10/2026
Milano, Chiodini dopo le violenze in centro: "basta dare la colpa alle periferie"
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L’assessore del Comune di Bresso, Luigi Chiodini, condanna gli episodi di violenza dello scorso fine settimana e critica le politiche urbanistiche e sociali della città: «Stiamo portando avanti una politica di svuotamento».

Le violenze e i disordini che hanno interessato il centro di Milano lo scorso fine settimana riaccendono il dibattito sulla sicurezza, sulle disuguaglianze sociali e sul futuro della città. A intervenire è Luigi Chiodini, assessore del Comune di Bresso con deleghe alle Attività produttive, Commercio e negozi di vicinato, Sostegno alle imprese, Cultura e tempo libero e Giovani, che in una nota condanna duramente gli episodi di devastazione e i saccheggi, puntando però il dito anche contro le politiche urbanistiche e le difficoltà economiche che stanno trasformando il capoluogo lombardo.

«Quello a cui abbiamo assistito lo scorso fine settimana nelle nostre strade non è accettabile, non appartiene alla storia di questa città e non può trovare alcuna giustificazione», dichiara Chiodini. Una presa di posizione netta nei confronti delle violenze, che vengono descritte come episodi di criminalità e non come manifestazioni di disagio sociale o forme legittime di protesta.

La condanna, tuttavia, si accompagna alla richiesta di non trasformare ancora una volta le periferie nel principale bersaglio del dibattito pubblico. «La periferia non è il “lupo mannaro” che invade il centro. È troppo facile e ipocrita usare questa narrazione ogni volta che succede qualcosa», sottolinea l’assessore, criticando una visione di Milano ancora divisa tra centro e quartieri periferici.

Secondo Chiodini, il problema non sarebbe la distanza geografica dal centro cittadino, ma l’incapacità delle amministrazioni di rendere l’intero territorio urbano vivibile, accessibile e inclusivo. «Sono ormai quarant’anni che sentiamo ripetere la stessa cantilena sulle periferie. Se dopo quarant’anni siamo ancora fermi allo stesso punto, significa solo una cosa: che per quarant’anni la politica ha fallito».

Milano, il problema della casa e il rischio di una città sempre meno accessibile

Uno dei passaggi più critici dell’intervento dell’assessore riguarda il mercato immobiliare e le conseguenze delle trasformazioni urbanistiche. La denuncia è quella di una Milano sempre meno accessibile, dove l’aumento dei costi abitativi e la pressione della speculazione edilizia rischiano di allontanare non soltanto le fasce economicamente più fragili, ma anche il ceto medio.

«La speculazione edilizia è diventata così pesante e aggressiva che persino la fascia medio-burghese non può più permettersi di acquistare un appartamento qui», afferma Chiodini. Una situazione che, secondo l’assessore, avrebbe ripercussioni sull’intero tessuto economico e sociale della città.

Il progressivo allontanamento dei residenti viene infatti collegato alle difficoltà del commercio di vicinato, alla sostenibilità economica del trasporto pubblico e alla vitalità culturale di Milano. Dalla ristorazione ai cinema, dai teatri alle attività commerciali, il rischio denunciato è quello di una città che perda progressivamente le persone che contribuiscono ogni giorno a mantenerla viva.

Da qui la richiesta di risposte concrete a chi governa Milano, chiamato a chiarire gli obiettivi delle proprie scelte urbanistiche e le conseguenze sulla popolazione. «Stiamo portando avanti una politica di svuotamento. E di fronte a questo scenario, la domanda sorge spontanea: A favore di chi si stanno facendo queste scelte? Esigiamo risposte chiare da chi governa, senza nebulose, senza fantasie o risposte oscure».

L’appello conclusivo di Chiodini è quello a ripensare Milano come un territorio unito, superando le divisioni tra centro e periferie e garantendo sicurezza, accessibilità economica e pari dignità a tutti i quartieri.

«Milano non si piegherà alla violenza di chi distrugge le vetrine, ma non tollererà più la divisione sociale ed economica che la sta svuotando dall’interno», conclude l’assessore.

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Attualità

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