Milano, al Teatro Manzoni va in scena ‘Cappuccetto Rosso’

05/03/2024
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C’era una volta una dolce fanciulla a cui tutti volevano bene specialmente la nonna, la quale non sapeva più che cosa regalarle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso e poiché le stava molto bene e non voleva portare niente altro, fu chiamata solo Cappuccetto Rosso” (Fratelli Grimm). E per la stagione teatrale 2023-2024, sabato 9 marzo alle ore 15, Casa delle Storie presenta Cappuccetto Rosso al Teatro Manzoni di Milano. Spettacoli interattivi per bambini e adulti di Elisabetta Milani e Giovanni Lucini. Adattamenti e regia di Giovanni Lucini. Con Francesca Biffi, Luca Liberatore, Giovanni Lucini, Mattia Maffezzoli. Assistente della rana Bila: Elisabetta Milani. Lo spettacolo si svolge nella sala del teatro con una nuova modalità di partecipazione per gli spettatori grazie a un particolare kit che verrà fornito dalla compagnia. Tutti in scena nel mondo magico della fiaba! Si ride e si scherza, ma il Lupo è lì in agguato. La fiaba di Cappuccetto Rosso ci ricorda come, nonostante le disavventure, sia possibile comunque amare la vita e apprezzarne la bellezza.

E quella di Cappuccetto Rosso è una storia antica, più antica di quanto si possa immaginare. Il primo a metterla per iscritto fu Charles Perrault che nel 1697 la incluse alla sua collezione di racconti popolari. La storia che Perrault conosceva aveva origine nelle Alpi settentrionali, veniva tramandata in forma orale da secoli ed era radicalmente differente da quella che conosciamo oggi. Innanzitutto, quando il lupo incontra la fanciulla nel bosco, le chiede quale sentiero preferisca percorrere, tra quello delle spille e quello degli aghi. I nomi non sono casuali. In molti villaggi francesi situati proprio nell’area in cui si crede che la favola abbia avuto origine, all’età di 7 anni le ragazze cominciavano il loro lavoro come apprendiste alle dipendenze di una sarta. Il periodo di apprendistato terminava con il compimento del 15esimo anno d’età, quando la ragazza diventava ufficialmente adulta. Durante gli anni di apprendistato, ogni ragazza accumulava e teneva per sé alcune spille. Per questo, la spilla era considerata il simbolo della ragazza che diventa donna. E Cappuccetto Rosso ha proprio 15 anni. L’ago era invece comunemente associato a una simbologia sessuale e molto spesso era usato per rappresentare il matrimonio. Il lupo, che si precipita a casa della nonna della ragazza, uccide la vecchia, ne divora una parte, ripulisce i resti, versa il sangue in una bottiglia, e ripone ordinatamente la carne nella dispensa. Una tradizione italiana aggiunge addirittura che prima di andare a letto il lupo “appende le viscere della sua vittima alla porta al posto del catenaccio e mette in serbo nella credenza il sangue, i denti e la mascella”. Il lupo, tutto imbacuccato a letto, invita Cappuccetto Rosso a preparare la cena e a gustarsi il delizioso pasto accanto al fuoco. Al primo boccone le sussurra: “Stai mangiando la carne di tua nonna!”. Ma non finisce qui. Prima di invitarla a ficcarsi sotto le coperte con lui, il lupo le ordina di spogliarsi nuda. La storia si conclude inevitabilmente con il lupo che divora Cappuccetto Rosso. Ma nella Francia di fine Seicento, questa storia non poteva funzionare. Per questo, Perrault decise di indorare la pillola ed eliminare tutte le scene più cruente, mantenendo comunque il finale tragico. Perchè non optare per un lieto fine? Semplice, perché per la sua raccolta Perrault aveva in mente un target ben preciso, quello dei bambini. Il finale svolgeva in questo senso la funzione di spaventare i bambini per scoraggiarli dal dare ascolto agli sconosciuti. L’uomo che interviene per salvare la ragazza e la nonna squarciando il ventre del lupo fu inventato dai fratelli Grimm nel 1812. Cappuccetto Rosso divenne così la favola che conosciamo oggi, completamente epurata da qualsiasi perversione ed elemento macabro, portatrice di una morale ma pur sempre con il lieto fine che serviva per conquistare i cuori dei bambini dell’era vittoriana. Non a caso, nel 1850 anche Charles Dickens raccontò di aver nutrito, durante l’infanzia, la segreta speranza di sposare la bella Cappuccetto Rosso. “Fu lei il mio primo amore”, scrisse.

Durata dello spettacolo. 60 minuti senza intervallo. Prezzi: bimbi sotto i 3 anni, 6,50 euro. Dai 3 ai 14 anni, 12 euro. Adulti, 15,50 euro. Numero prenotazione whatsapp 3939516713, indicando il cognome di chi ritira. I biglietti si ritirano e pagano direttamente in biglietteria a teatro il giorno stesso dell’evento presentandosi almeno 30 m prima.

Alessandra Pirri 

Categorie:
Cultura

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