“Associazioni a delinquere e criminalità organizzata ‘straniera’ nell’ordinamento italiano: scenari attuali e prospettive de iure condendo”. E’ questa la tesi con la quale la dottoressa Giordana Pepè, dell’Università degli Studi Milano Bicocca – Dipartimento di Giurisprudenza, Dottorato di ricerca in Scienze Giuridiche si è aggiudicata per l’edizione 2024 il ‘Premio di laurea in memoria dell’avvocato Giorgio Ambrosoli’. Stamattina a Palazzo Marino si è svolta la cerimonia di premiazione. Questo riconoscimento è promosso dall’Amministrazione comunale milanese dal 2000, per onorare la memoria dell’avvocato Ambrosoli, dando a laureati o ricercatori che siano andati a fondo nelle proprie argomentazioni questioni riguardanti corruzione, economia legale e criminale.

Al bando hanno partecipato 12 tesi e la commissione in carica che ha fatto la scelta è formata dal presidente Andrea Borsani, direttore dell’Area Governance Enti Partecipati e Nomine del Comune di Milano, dall’avvocato Umberto Ambrosoli, dall’avvocato Tiziano Barbetta, collega e amico di Giorgio Ambrosoli, dal professor Vittorio Coda, già ordinario di Strategia e Politica Aziendale dell’Università Bocconi di Milano, da Armando Spataro, già magistrato presso la Procura della Repubblica di Milano e componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, nonché già procuratore della Repubblica di Torino. Tra le motivazioni della Commissione si legge: “Lo studio oggetto della tesi riguarda sia le mafie italiane autoctone (storiche e ‘nuove’), con ampi riferimenti alla loro espansione all’estero, sia quelle straniere (inquadrate per etnia, per espansione e livello di pericolosità, aree geografiche di provenienza ed aree italiane di operatività). Precisate differenze e caratteristiche che le accomunano, se ne studiano i percorsi storici, la contiguità al mondo dei così detti ‘colletti bianchi’ e i danni per l’economia legale che derivano dalla loro operatività diffusa. L’elaborato rappresenta un encomiabile sforzo di sobrietà e realismo, affrontando problematiche giuridiche complesse, sia interne al nostro Paese che di livello sovranazionale.” Inoltre, l’art. 416 bis del nostro Codice penale resta comunque un efficace unicum europeo . Il valore del premio è di 5 mila euro.
