Costruire una rete europea dell’oncologia capace di mettere in comune competenze, conoscenze e innovazione per favorire un accesso più omogeneo alle opportunità di cura nei diversi Paesi. È la sfida che vede la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano alla guida di JANE-2 – Joint Action Networks of Expertise, il progetto europeo nato nell’ambito del programma EU4Health e dell’Europe’s Beating Cancer Plan. JANE-2 coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi europei con l’obiettivo di costruire sette nuove Networks of Expertise dedicate ad altrettanti ambiti trasversali dell’oncologia.
Il ruolo dell’Istituto va oltre il coordinamento complessivo della Joint Action. Secondo quanto illustrato dal professor Paolo G. Casali, direttore dell’Unità di Oncologia Medica 2 dell’INT, è direttamente coinvolto anche nel coordinamento delle reti dedicate agli adolescenti e giovani adulti con tumore e alle cure palliative, mentre il CNAO di Pavia coordina una sottorete nell’ambito delle risorse medico-diagnostiche e terapeutiche ad alta tecnologia. Le sette reti che JANE-2 punta a sviluppare riguardano tumori complessi e a cattiva prognosi, cure palliative, survivorship, prevenzione personalizzata primaria e secondaria, tecnologie omiche, risorse mediche ad alta tecnologia e tumori negli adolescenti e nei giovani adulti.
Una rete europea per avvicinare innovazione e cura
La costruzione dei network risponde a un obiettivo che riguarda direttamente i pazienti. Il professor Casali individua, infatti, nel lavoro in rete uno strumento per ridurre le diseguaglianze e armonizzare l’assistenza oncologica tra i Paesi europei, soprattutto in alcuni passaggi delicati, quali quelli in cui le innovazioni sviluppate dalla ricerca devono entrare nella pratica clinica corrente.
È proprio su questo punto che emerge il valore strategico del ruolo dell’INT. L’obiettivo della Joint Action non è soltanto far nascere nuove strutture collaborative, ma lavorare affinché possano consolidarsi e proseguire oltre la durata del progetto. Il professor Casali sottolinea come «una delle sfide sia costruire le reti nel modo più efficace possibile perché possano successivamente diventare strutture permanenti a livello europeo.»
JANE-2 raccoglie l’eredità della precedente Joint Action JANE, sviluppata tra il 2022 e il 2024, e prevede quattro aree trasversali dedicate a coordinamento, comunicazione, valutazione e sostenibilità, alle quali si affiancano i sette work package corrispondenti alle Networks of Expertise.
A Roma il punto sul futuro delle reti
In questo percorso si inserisce l’Assemblea generale di JANE-2 che si è svolta a Roma dal 7 al 9 ottobre 2026. La riunione, secondo la dottoressa Annalisa Trama, Responsabile dell’Epidemiologia Valutativa e Sviluppo Innovativo Traslazionale di INT, è stata l’occasione per verificare lo stato di avanzamento delle sette reti e affrontare uno dei temi decisivi per la fase successiva, quello della loro sostenibilità.
Dopo una prima ricognizione delle realtà e delle competenze già presenti nei rispettivi settori, i network sono chiamati ora a sviluppare le prime iniziative capaci di caratterizzarne concretamente l’attività. Il confronto di Roma ha riguardato anche le condizioni necessarie affinché le reti possano continuare a operare nel tempo, un obiettivo che richiede il coinvolgimento non soltanto delle istituzioni europee, ma anche degli Stati membri e dei rispettivi sistemi sanitari.
«Il paziente europeo può sapere che c’è qualcuno che si sta occupando di fare in modo che i risultati e le novità della ricerca arrivino il più presto possibile al letto del paziente. Il fatto che l’oncologia europea si doti di reti collaborative non è un aspetto trascurabile, perché riguarda direttamente la qualità delle cure», sottolinea la dottoressa Trama. L’esperienza non parte da zero. Reti europee dedicate ai tumori rari sono già operative e l’Istituto Nazionale dei Tumori è da sempre coinvolto anche in questo ambito. JANE-2 punta ora ad ampliare il modello collaborativo ad altre aree dell’oncologia, costruendo un’infrastruttura europea capace di accelerare la circolazione delle conoscenze e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica clinica.
