Lavoro, prosegue la crescita della manifattura lombarda

23/02/2026
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Prosegue la crescita della manifattura lombarda che chiude il 2025 con indicatori tutti in positivo. In un contesto difficile per l’intero Paese, i numeri della Lombardia parlano chiaro: produzione industriale in crescita dell’1,2% rispetto al 2024, fatturato a +2,5%, ordini interni in aumento dell’1,1% e ordini esteri in espansione del +3,1%. E se l’industria la fa da padrona, anche il comparto artigiano non è da meno: produzione a +1,0%, con un miglioramento di ordini esteri (+2,5%), fatturato (+1,3%) e ordini interni (+0,2%).

È questo il bilancio emerso dalla conferenza stampa di presentazione dei dati congiunturali del quarto trimestre 2025 relativi al settore manifatturiero, che si è svolta oggi a Palazzo Lombardia in presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi. All’incontro con la stampa sono intervenuti anche i presidenti Gian Domenico Auricchio (Unioncamere Lombardia); Giuseppe Pasini (Confindustria Lombardia) ed Eugenio Massetti (Confartigianato Lombardia).

Dal punto di vista congiunturale prosegue la crescita della manifattura lombarda, che mette a segno per la quinta volta consecutiva una variazione con segno più. Rispetto al trimestre precedente la produzione aumenta dello 0,6%, in linea con il fatturato (+0,6%) e la domanda estera (+0,6%). Ancora più favorevole, sotto ogni aspetto, è l’evoluzione dell’artigianato: produzione +0,7%, ordini interni +0,4%, ordini esteri +0,9% e fatturato +0,6%.

“La Lombardia – ha dichiarato il presidente Attilio Fontana – continua a essere il motore economico dell’Italia e dell’Europa grazie a un tessuto imprenditoriale dinamico, innovativo e fortemente orientato ai mercati internazionali. La crescita registrata in controtendenza rispetto alla media nazionale conferma la forza strutturale del nostro sistema produttivo e la capacità delle imprese di affrontare con determinazione una fase economica complessa. Regione Lombardia si conferma al fianco delle aziende con strumenti di sostegno e strategie di medio-lungo periodo condivise con le associazioni di categoria, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e raggiungere traguardi comuni”.

La vocazione internazionale si conferma un pilastro del sistema produttivo regionale. Nel 2025 la quota di fatturato estero dell’industria si è mantenuta su livelli elevati, pari al 38,9%. Nel comparto artigiano, invece, nonostante le maggiori difficoltà delle piccole imprese nel cogliere le opportunità oltreconfine, la quota realizzata sui mercati internazionali ha raggiunto il 6,5%.

La crescita è diffusa alla maggior parte dei settori: solo 3 su 13 chiudono l’anno in flessione – tessile (-2,0%), gomma-plastica (-0,5%) e mezzi di trasporto (-0,3%). Tra i comparti più dinamici spiccano le industrie varie (+6,0%), l’alimentare (+3,3%), pelli-calzature (+2,8%) e i minerali non metalliferi (+2,6%).

L’occupazione nella manifattura resta sostanzialmente stabile considerando il saldo occupazionale lievemente positivo nell’artigianato (+0,2%) e la lieve flessione registrata nell’industria (-0,6%). Sempre per quanto riguarda l’industria la quota di imprese che ricorre alla CIG (cassa integrazione) resta stabile (10,9%), mentre nell’artigianato permane su livelli molto contenuti (0,5% del monte ore trimestrale).

In base ai risultati del focus periodico di Unioncamere Lombardia, nel 2025 la propensione a investire appare complessivamente stabile rispetto agli anni precedenti. L’industria resta il comparto più attivo in questo campo con il 64% delle imprese che ha investito nel corso dell’anno. I principali investimenti, emerge inoltre dall’indagine, sono materiali (impianti, macchinari, veicoli) e hanno l’obiettivo di rinnovare gli impianti e aumentare la capacità produttiva. Cresce anche l’attenzione al risparmio energetico, in particolare tra gli artigiani.

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Attualità

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