La Valle Camonica si candida con il progetto ‘10.000 anni di futuro’ a Capitale della Cultura 2029

14/09/2026
6
Visite

La Valle Camonica si candida al titolo di Capitale italiana della Cultura 2029 con un progetto corale che unisce il patrimonio millenario del territorio alle sfide del futuro. La proposta, sintetizzata dal claim ‘10.000 anni di futuro’, è stata presentata oggi a Palazzo Pirelli alla presenza degli assessori regionali Francesca Caruso (Cultura) e Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro).

La candidatura coinvolge i 40 Comuni della Valle in un progetto di capitale diffusa che punta a mettere in rete luoghi, comunità e competenze, facendo della cultura uno strumento di attrattività e crescita del territorio.

Alla presentazione sono intervenuti anche il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Emilio Del Bono, il consigliere regionale Diego Invernici, l’assessore alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica Priscilla Ziliani, il presidente della Fondazione Valle dei Segni Ivan Markus, il presidente del Gruppo Istituzionale di Coordinamento per il sito Unesco Sergio Bonomelli e Marco Valle di Fondazione Links.

“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Caruso – crede in tutte le candidature lombarde a Capitale italiana della Cultura 2029 e segue con interesse quella della Valle Camonica. È una proposta che nasce da una storia incisa nella roccia, espressione di un’identità precisa, e si lega a un anniversario importante: i cinquant’anni dal primo riconoscimento Unesco assegnato a un sito italiano. Questa straordinaria eredità può tradursi in ricerca, lavoro e opportunità concrete per chi vive sul territorio”.

“La candidatura di un’intera area – ha proseguito Caruso – permette di mettere in rete comunità diverse e immaginare una capitale senza periferie, nella quale ogni paese porta la propria voce e le proprie energie. La cultura lombarda, del resto, non abita soltanto nelle grandi città: vive anche nelle vallate, nei musei locali, nelle biblioteche e nei siti archeologici. La Regione accompagnerà questo percorso, convinta che il suo valore superi i confini locali e riguardi l’intero sistema culturale lombardo”.

“La candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 – ha evidenziato l’assessore Tironi – è un progetto che guarda al futuro partendo dalla forza della propria identità. Un territorio che custodisce oltre diecimila anni di storia e che, a cinquant’anni dal riconoscimento Unesco dell’arte rupestre camuna, sceglie di trasformare questo patrimonio in un’opportunità di crescita, conoscenza e sviluppo. È una sfida che riguarda da vicino anche i nostri giovani: cultura, istruzione, formazione e lavoro devono concorrere a creare le condizioni perché possano costruire qui il proprio futuro, acquisendo competenze e trovando nuove opportunità professionali. Il coinvolgimento di 40 Comuni dimostra inoltre la capacità della Valle Camonica di fare sistema e di costruire una visione condivisa. Regione Lombardia sostiene con convinzione un percorso capace di valorizzare le comunità, rafforzare l’attrattività del territorio e generare nuove prospettive per chi lo vive”.

“La candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 – ha commentato l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, Debora Massari – è una grande opportunità per affermare il valore di una destinazione che ha nella propria identità il suo punto di forza. Quaranta Comuni che scelgono di presentarsi insieme costruiscono un progetto capace di mettere in rete un patrimonio unico e di trasformarlo in una proposta turistica competitiva durante tutto l’anno. Da bresciana conosco bene il valore di questa terra e credo che il 2029 possa rappresentare una tappa importante per consolidare la Valle Camonica tra le grandi destinazioni lombarde, con una promozione capace di valorizzare paesaggio, cultura, accoglienza ed eccellenze locali”.

“La Valle Camonica – ha chiosato l’assessore Maione – è un territorio di montagna eccezionale che esprime la propria identità non solo attraverso le incisioni rupestri, ma anche con le testimonianze romane, i borghi e i capolavori del Romanino, che hanno segnato in modo indelebile l’identità della valle. Sostenere il modello della Capitale italiana della Cultura 2029 in maniera diffusa in 40 Comuni significa fare della storia millenaria camuna una leva contemporanea di coesione territoriale, sostenibilità e innovazione unendo tutto sotto un’unica grande visione strategica della cultura”.

La candidatura parte da un patrimonio culturale di rilievo internazionale. La Valle Camonica ospita infatti l’Arte Rupestre, primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, riconoscimento che nel 2029 compirà cinquant’anni. A questo patrimonio si affiancano parchi archeologici, testimonianze romane, castelli, arte sacra, borghi storici ed esperienze artistiche contemporanee.

La presentazione ufficiale della candidatura sul territorio è in programma sabato 19 settembre al Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica a Capo di Ponte

Categorie:
Lombardia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *