“In Brasile rischia la morte”. Il tribunale di Brescia concede la protezione a una trans

30/12/2023
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Il tribunale di Brescia ha riconosciuto la protezione speciale nei confronti di una trans 50enne di origini brasiliane, residente in provincia di Bergamo dove convive. Il giudice ha così ribaltato la decisione della Commissione per la protezione internazionale di Brescia che aveva negato il provvedimento. “In caso di rimpatrio teme di subire torture e maltrattamenti e finirà per essere uccisa dai familiari che, ancora oggi, non accettano la richiedente per quello che è”, ha riconosciuto il tribunale che ha ricordato: “Il Brasile è il Paese con il maggior numero di transessuali uccisi ogni anno, primato che mantiene da 13 anni”. 

La richiedente in passato è stata condannata in via definitiva per rapina e danneggiamento. Un elemento determinante per la Commissione a non concedere la protezione. Il tribunale di Brescia ha invece accolto il ricorso della trans, difesa dall’avvocato Stefano Afrune, sostenendo che “i fatti penali risalgono al 2012, successivamente non sono stati commessi altri illeciti e la ricorrente ha reperito lecite attività lavorative”. E che quindi “mancano ragioni per negare alla ricorrente il soggiorno in Italia“.

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Lombardia · Primo Piano

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