È la creatività a essere premiata quest’anno con il “Melograno d’argento” che Fidapa Genova 2 assegna a donne che abbiano ben operato nella vita della città.
Creatività a tutto tondo perché Laura Sicignano, che ha ricevuto il riconoscimento dalla presidente Fidapa Marina Revello, è una delle poche donne artiste in Italia con molteplici competenze: dalla creazione di nuovi teatri – il Cargo, nel Ponente genovese, è stato una vera novità, Sicignano lo ha fondato nel 1994 insieme ad un gruppo di artiste in cerca di una identità non subalterna a schemi già consolidati – alla direzione dello Stabile di Catania, alla scrittura di numerosi spettacoli di grande successo, alla regia di lavori teatrali. Ecco l’intervista realizzata nella bella serata della premiazione a Genova.
– Lei è di madre milanese, di padre genovese, sente di aver ereditato la praticità lombarda e la riservatezza ligure?
“In parte sì, ma tenga presente che ho una nonna greca a cui devo tutta la teatralità del mio carattere e un nonno napoletano che mi ha trasmesso lo spirito d’accoglienza”.
– Ha vissuto a Milano, ha studiato a Milano, ha fatto le prime esperienze di teatro a Milano, poi è arrivata a Genova dove è riuscita a portare una sua visione artistica e imprenditoriale che poi ha sviluppato a Catania e di nuovo è tornata a Genova.
Dove vive meglio e perché?

“Io mi sento bene in una dimensione nomade, come capita a molti, amo Genova quasi visceralmente ma la vivo come città in cui tornare ma da cui anche andare via. Perché è importante per me avere nuove esperienze e nuovi sguardi che vadano oltre“.
– Da pochi giorni fa parte del neo eletto consiglio comunale di Genova, proporrà nuovi progetti?
“Devo capire quale sarà il perimetro del mio nuovo ruolo: ma sì ho dei progetti non solo di teatro, ma anche di musica, di destinazione degli spazi, della gestione e soprattutto della programmazione razionale delle proposte e non ultimo mi piacerebbe sollecitare un ripensamento dei cosiddetti grandi eventi”.
– A questo proposito, ha un rapporto consolidato con Giacomo Montanari, storico dell’arte, neo assessore alla cultura?
“L’ho conosciuto tempo fa, ma non in modo approfondito, è molto competente nel suo specifico ma oltre non sono in grado di dire”.
– Cosa manca alla gestione della politica culturale per essere davvero fruibile da tutti?
“Innanzi tutto la comunicazione, poi la capacità di fare rete tra i diversi soggetti che pure ci sono e sono validi. Bisogna far capire che fare rete non significa perdere un pezzettino di piccolo potere ma piuttosto si guadagna lavorando insieme.
E poi certo bisogna far emergere le potenzialità creative avendo ben presente però che lo sguardo deve essere il più possibile internazionale e il meno possibile provinciale”.
– Genova è, come tutte le altre città, multiculturale. Una realtà che porta con sè anche paure il più delle volte senza fondamento. Come si superano?
“Io do il mio contributo fin dal 2004 quando mi sono occupata della grande epopea vissuta dagli italiani che partirono per le Americhe, poi nel 2011 ho realizzato un progetto pionieristico con giovani rifugiati e da allora seguo lo stesso percorso. Il dialogo con culture diverse arricchisce una parte e l’altra.
Chi alimenta paure ha interesse nel farlo perché ne trae vantaggio. Certo la percezione di pericolo esiste ma, se guardiamo bene, riguarda una sparuta minoranza che le amministrazioni dovrebbero sforzarsi di non abbandonare nelle reti della delinquenza, coinvolgendola in progetti utili alla comunità“.
– La nomina a sindaco di Silvia Salis suscita speranza di un cambiamento di contenuti e di rapporti.
Ce la farà? Ce la farete?

“Durante la campagna elettorale ho conosciuto una donna con una notevole forza di carattere, una lucidità e velocità di pensiero non comuni, ho riposto in lei molte speranze, quindi mi auguro che metta in campo una buona politica pur tenendo presente che le mediazioni sono inevitabili”.
Laura Sicignano ha voluto ricordare la tragedia delle donne palestinesi fragili e resilienti, dedicando a loro il premio Melograno.
E alle donne vittime di violenza, è riservata la borsa di studio, voluta da Fondazione Martina Rossi, Università di Genova, Fidapa Genova 2, assegnata alla tesi di Giorgia Canevello che rende onore a Martina Rossi morta in Spagna per sfuggire a un tentativo di stupro.
Alessandra Rissotto

