In un’Italia sempre più affamata di cultura autentica, dove le parole si cercano tra le pieghe di un libro e i colori diventano nutrimento per occhi assetati, arriva puntuale — e scintillante — il secondo numero di Krínomai. Rivista italiana di storia e critica delle Arti.
Sottotitolo ideale? “Chicche per menti raffinate, accessibili a chiunque ami lasciarsi sorprendere”.
Dopo il promettente debutto lo scorso inverno, Krínomai raddoppia. L’edizione luglio-dicembre 2025 è fresca di stampa: 224 pagine, eleganti, ben rifinite, che sanno di carta pregiata e profumano di passione. A renderla speciale è la sua formula unica: contenuti specialistici ma raccontati con uno stile intrigante, mai accademico, capace di stuzzicare anche i lettori più lontani dal mondo delle arti. È il genere di rivista che si sfoglia con gusto tra una nuotata e un tramonto, che si legge con piacere sia in veranda che sul lettino in spiaggia.
Un progetto che cresce, con una squadra affiatata
Il direttore Francesco Danieli, storico e iconologo, guida il progetto con piglio autorevole ma visionario. Al suo fianco, la vice Pamela Blago — pittrice e fotografa — conferisce un tocco sensibile e visivo alla rivista. Il team è solido e multidisciplinare: dal digitale alla stampa, passando per la consulenza linguistica, la comunicazione e i rapporti istituzionali, ogni aspetto è curato con attenzione quasi artigianale.
E proprio l’artigianato, nella sua forma più artistica e contemporanea, è uno dei focus della rivista. Senza dimenticare le imprese culturali che investono sulla bellezza e sull’innovazione: sì, Krínomai è anche un osservatorio sui talenti emergenti e su quei luoghi in cui l’arte si fonde con l’impresa.
Il cuore critico batte forte: saggi, poesia, riflessioni
A dare sostanza e spessore a questo secondo numero sono i tanti contributi, di varia ispirazione ma uniti da un comune denominatore: la qualità. Si va dalla poesia – con versi di Regina Resta, Francesco Rizzo, Rocco Marra e Paola Maritati – a saggi critici che spaziano dal Rinascimento al punk, passando per l’esoterismo, il tatuaggio e il design.
Non manca l’attualità: l’editoriale del direttore Danieli riflette sul destino delle arti nell’epoca delle intelligenze artificiali, con uno sguardo lucido su rischi e possibilità della “creatività algoritmica”. Un tema caldissimo, trattato con profondità e chiarezza.
Firme d’autore per sguardi non convenzionali
Tra le firme più note spicca Cesare Milanese, critico letterario, che firma un saggio sugli scritti di Carla Vistarini, storica autrice della musica leggera italiana e romanziera raffinata. Maria Grazia Lopardi, tra le principali studiose di simbologia in Italia, ci porta invece a scoprire L’Aquila esoterica — uno sguardo affascinante su una città che custodisce segreti tra le sue pietre.
L’economista Francesco Lenoci dimostra come il design possa essere non solo arte, ma anche motore economico e sostenibile. Franco Danieli, ex viceministro agli Esteri, racconta con profondo coinvolgimento l’esperienza umana e artistica del pittore Alessandro Kokocinski, mentre Paolo Vincenti ci conduce in un viaggio tra reliquie e leggende con il suo pezzo sul generale bizantino Giorgio Maniace.
Non manca la storia dell’arte: Maria Teresa Funtò dedica un saggio parallelo agli artisti-intellettuali dell’Ottocento Pietro Cavoti e Gioacchino Toma, mentre lo stesso Danieli celebra la scultura di Cristoforo Solari, detto il Gobbo, riportata recentemente alla luce nel Duomo di Milano.
Dall’arte al punk, dal teatro al tattoo
Cultura alta e cultura pop si stringono la mano. Cesare Orlando racconta con energia la rivoluzione punk nell’Inghilterra di Margaret Thatcher. Vincenzo Sardelli ci immerge nella performance teatrale “Butchers Capsule” andata in scena alla Triennale di Milano per il FOG 2025. E il tatuatore Giancarlo Capra, con un taglio storico-antropologico, rompe i pregiudizi sull’arte del tattoo.
Uno dei momenti più freschi del numero è la rubrica KrinoKids, pensata per i piccoli lettori ma godibilissima anche per gli adulti. La curatrice Pamela Blago firma una lezione introduttiva sul tema del colore, abbinata a suggestive illustrazioni. Una vera chicca.
Una rivista da collezionare (e da leggere davvero)
Nel mare magnum di pubblicazioni effimere e progetti editoriali usa-e-getta, Krínomai si distingue per eleganza, sostanza e originalità. È un semestrale da tenere in libreria o sul comodino, da sfogliare più volte, da leggere e rileggere. La qualità delle immagini, la ricchezza delle illustrazioni a colori e l’accuratezza della stampa ne fanno un oggetto prezioso. Ma non elitario.
Krínomai è disponibile sia in formato cartaceo che digitale e può essere acquistata direttamente dallo shop della piattaforma www.krinomai.it.
Appuntamento a L’Aquila
Una delle prime presentazioni pubbliche del numero è in programma per il 7 settembre a L’Aquila, presso l’Antico Caffè Tre Marie: un luogo simbolico, dove cultura e tradizione si incontrano da secoli. Un’occasione per sfogliare la rivista con gli autori, per discuterne i temi, per viverla.
In un tempo in cui la cultura è spesso sacrificata alla velocità e alla semplificazione, Krínomai è una scommessa riuscita: lenta, raffinata, appassionata. Una rivista da gustare come un’opera d’arte, sotto l’ombrellone o sotto le stelle.
