Dopo Campari anche Coca Cola lascia Sesto San Giovanni per trasferirsi a Milano

07/05/2024
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Sesto San Giovanni perde un’altra importante azienda, dopo Campari, è il turno della Coca Cola e nell’ex città delle ciminiere scoppiano le polemiche.

È infatti un calice amaro quello che deve bere la città di Sesto San Giovanni che, tra ritardi atavici per la riqualificazioni della ex Area Falck, divorzi da prestigiose sedi universitarie e un declino imprenditoriale costante, oggi si trova a fare i conti con il taglio del nastro della nuova sede della Coca Cola che lascia Sesto San Giovanni per approdare nella nuova sede di Milano.

Il sindaco Beppe Sala taglia soddisfatto il nastro per l’arrivo nella sua città di un marchio storico di livello mondiale e Sesto non può che subire il colpo. Il tutto nel silenzio assordante dell’Amministrazione comunale e dalla Consulta delle Imprese del presidente Gianmaria Vincelli che tra i suoi obbiettivi avrebbe quello di promuovere “opportunità di partnership tra Amministrazione comunale e privati per nuove proposte sul territorio”.

Su questa notizia c’è anche il commento dell’ex sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini che accusa l’Amministrazione comunale affermando: “Fuga da Sesto San Giovanni, ormai è un esodo. Prima Geas basket che non trova la possibilità di fare il proprio palazzetto e deve emigrare. Poi l’Università statale che trasloca a Milano dalla nostra piazza Montanelli. Era arrivata a Sesto con un Piano integrato voluto da Filippo Penati e da me inaugurata. Quindi la Campari annuncia che si trasferirà a Milano. Era arrivata con un accordo stipulato quando ero sindaco. Oggi la notizia è che la Coca Cola se ne va nell’edificio di Renzo Piano a Milano. Lo dico e lo registro con dolore, perché voglio bene a Sesto e, al di là di chi la governa, è la mia città. Ma quello che mi stupisce è il silenzio di sindaco e giunta. Malintesi con il Geas, incontro con la Statale mesi dopo l’annuncio della partenza, nessun contatto con Campari e, credo, con Coca Cola. Come se questo esodo non interessasse questa Amministrazione. Che peccato”.

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Attualità · Primo Piano

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