Al Tribunale di Milano il 92% delle persone processate per violenze sessuali, atti persecutori e maltrattamenti contro familiari e conviventi sono uomini. Il 42% degli autori é ricompreso nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni.
“Un dato che mi inquieta e mi preoccupa – ha spiegato Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, intervenendo al convegno promosso all’Università Bicocca dal titolo, ‘Saperi e competenze contro la violenza di genere’ – . Allora questo significa che quel modello che possiamo chiamare patriarcale, che era quello delle nostre generazioni, cioè una cultura in cui l’uomo era capo della famiglia e poteva decidere unilateralmente le sue sorti, persiste”.
“Perchè quel modello viene trasmesso sul piano educativo dalle famiglie e perché l’educazione al rispetto delle diversità, prima di tutto quella di genere, non ha ancora un effetto nell’ambito scolastico”. Questo secondo Roia “perché non c’è un patto tra scuola e famiglie perché fin da piccoli si rispetti la diversità di genere e delle donne”.
Per rompere questi stereotipi “andrebbe introdotta questa educazione fino dalla scuola materna, come dicono diversi pedagogisti, forse dobbiamo partire da lì e credo che i frutti li raccoglieranno forse i miei nipoti – ha spiegato -. Ma noi dobbiamo fare qualcosa già da oggi cioè essere sentinelle per il cambiamento e la vigilanza. I dati di Milano fanno emergere un’ emersione delle denunce per cui significa che c’è un sistema di supporto delle donne”.
Questo a Milano non riguarda però le donne straniere “che denunciano davvero poco – ha concluso Roia -. Credo che lo facciano perché subiscono una doppia violenza, una non conoscenza della lingua italiana e perché forse tutti noi verso queste donne, in modo anche involontario, tendiamo ad essere un po’ discriminatori e su questo dobbiamo ragionare molto”.
Nella foto Fabio Roia
