“… i maya credevano che il cacao avesse il potere di liberare desideri nascosti e di svelare il destino …” (dal film Chocolat).
Ed ecco una maxi tavoletta di cioccolato da 15 metri in piazza. E poi ancora bancarelle, laboratori per bambini e show cooking. A Lissone da venerdì 4 a domenica 6 ottobre in piazza Libertà va in scena ChocoMoments, la festa del cioccolato artigianale. L’evento è organizzato con la collaborazione dell’Unione Confcommercio Imprese per l’Italia Milano Lodi Monza e Brianza e Apa Confartigianato Imprese Milano – Monza e Brianza. Si parte venerdì 4 ottobre dalle 14 alle 20 e si andrà avanti per tutto il fine settimana, sabato 5 e domenica 6 ottobre dalle 10 alle 20. Sarà un’occasione unica per scoprire e degustare le migliori specialità al cioccolato presentate da artigiani e produttori locali.
Perché quella del cioccolato, è una storia antica. Che sia cioccolato bianco, cioccolato al latte o cioccolato fondente, difficilmente rinunciamo a un pezzetto… Ma fino al 16º secolo, il cioccolato esisteva solamente in America Centrale in una forma abbastanza diversa da quella che conosciamo. Il cacao, per tradizione, veniva tostato, macinato, mescolato con acqua e infine sbattuto, fino a ottenere una bevanda: il Xocolatl, un’amara e tonificante mistura schiumosa. I maya e gli aztechi credevano che il cacao fosse un dono divino, tanto da chiamarlo Cibo Degli Dei (Theobroma cacao). Gli aztechi usavano i semi di cacao come valuta (che veniva considerata più preziosa dell’oro) e bevevano cioccolato ai banchetti regali, lo davano ai soldati come ricompensa per la vittoria di una battaglia e lo utilizzavano nei rituali. I primi europei entrati in contatto il cacao furono gli uomini di Cristoforo Colombo, anche se poi il cioccolato fu introdotto in Europa intorno al 1520, quando Hernán Cortés visitò la corte di Montezuma a Tenochtitlan e riportò in Spagna un carico di cacao donatogli dall’Imperatore. All’inizio, a causa del suo sapore amaro, veniva usato come medicina contro alcuni disturbi, ma successivamente alcuni frati gesuiti, grandi esperti di miscele e infusi, iniziarono a sostituire gli ingredienti originari (mais, miele, chilli e pepe) con lo zucchero di canna e la vaniglia, ricavandone una bevanda dolce e gustosa dalla quale deriva l’odierna cioccolata calda. Alla fine del 1500 era un’indulgenza molto amata dalla corte spagnola e la Spagna iniziò a importare cacao nel 1585. Quando il cioccolato si è diffuso per la prima volta in Europa, era un lusso di cui solo i ricchi potevano godere. Basti pensare che nel 1615, il re francese Luigi 13º sposò Anna d’Austria, figlia del re spagnolo Filippo 3º, e per celebrare l’unione, lei portò alcuni campioni di cioccolato alle corti reali di Francia. Seguendo l’esempio della Francia, il cioccolato arrivò presto in Gran Bretagna in speciali “case del cioccolato”. Con il diffondersi della tendenza in Europa, molte nazioni crearono le proprie piantagioni di cacao in Paesi lungo l’equatore. La creazione della prima tavoletta di cioccolato moderna è attribuita a Joseph Fry, che nel 1847 scoprì che poteva fare una pasta di cioccolato modellabile aggiungendo burro di cacao fuso al cacao in polvere. E così iniziò l’era moderna del cioccolato.
Nel corso della manifestazione ChocoMoments, i bambini potranno partecipare a laboratori creativi, mentre gli adulti potranno cimentarsi in lezioni di cucina e show cooking, imparando a creare prelibatezze a base di cioccolato. Attesa anche per la “Tavoletta di cioccolato da Guinness” che sarà presentata sabato alle 18.
